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Encanto: una festa di colori e musica

Encanto, disponibile nelle sale dal 24 Novembre 2021, è finalmente sbarcato su Disney+ e fin da subito ha fatto molto parlare di sé, con reazioni per la gran parte positive.

Tra le musiche, i colori vivaci, la storia e la costruzione dei personaggi non ci sta praticamente nulla in questo film che deluda.

Diretto da Bryon Howard e Jared Bush, Encanto ha già vinto il Golden Globe come miglior film d’animazione e ciò fa pensare che la pellicola diventerà presto un nuovo classico Disney.

Ma vediamo insieme perché questo film sta riscuotendo così tanto successo.

La straordinaria famiglia Madrigal                  

Non si può parlare di Encanto senza cominciare dai suoi protagonisti: la famiglia Madrigal, che vive nascosta tra le montagne della Colombia in una spettacolare casa magica dotata di una vera e propria coscienza; si puo dire, infatti, che anch’essa faccia parte a pieno titolo dei personaggi.

la magica casa di encanto

Questa famiglia, non diversamente dalla dimora, ha un grande dono: ogni suo membro ha un talento magico; si passa dalla “super forza”, al potere di guarire, al parlare con gli animali…

Solo una Madrigal non ha ricevuto alcun talento, la giovane Mirabel, ma, nonostante ciò, quando scopre che la maglia di Encanto (il luogo in cui vivono) è in pericolo non esita un attimo a cercare di salvarla.

Non sono super forte come Luisa, né incarno la perfezione come la señorita perfetta Isabela. Mamma, perché io sono l’unica a non avere un talento

Mirabel Madrigal

Encanto e l’umanità dei personaggi

Ciò che rende speciale questo film sono proprio i personaggi. Ogni membro della famiglia, nonostante i poteri, si scopre essere semplicemente umano.

Rabbia, invidia, manie di perfezionismo nei classici Disney sono normalmente identificati con la corruzione d’animo dei più grandi cattivi (Ursula, Malefica, Frollo, Scar…).

In Encanto, invece, queste emozioni e tratti caratteriali li ritroviamo nei protagonisti, rendendoli umanamente imperfetti. Nonostante molti cerchino di mantenere le apparenze e far credere che vada tutto bene, sotto quelle corazze si rivelano per come sono realmente: persone con i propri problemi e le proprie paure.

Tutto ciò è sviluppato in maniera impeccabile: fino a quando ogni personaggio non rivela i lati del carattere e i sentimenti che tiene nascosti sembra quasi il classico film d’animazione con protagonisti idealizzati e fastidiosamente perfetti con cui la Disney ci ha cresciuto.

Ma, in questo caso, è quasi impossibile non disapprovare, di tanto in tanto, o immedesimarsi in qualcuno dei membri della strampalata famiglia.

mirabel arrabbiata

Un esempio? La nostra protagonista Mirabel che, nonostante l’amore che prova verso i suoi cari, si sente sola e il fatto di non sentirsi speciale la abbatte.

Ma questo come viene rappresentato?

All’inizio vedremo una Mirabel allegra e vivace che cerca in tutti i modi di aiutare la famiglia nei preparativi della festa del cugino Antonio per la sera in cui riceverà il suo dono, ma, in realtà, scopriremo che quando è sola si sente triste e impotente, guardando con sconforto ciò che inspiegabilmente non le è stato donato.

Le innovazioni di Encanto a livello visivo

Altra caratteristica degna di nota in Encanto sono le meravigliose animazioni e i vivaci colori tipici dell’America centrale e meridionale (già presenti in Coco), che sicuramente faranno felici i più piccini.

Ciò che, però, spicca a livello visivo, rispetto ad altri film Disney, sono le fisionomie estremamente varie dei personaggi, con molti di loro che non rispecchiano i canoni di bellezza imposti dalla società.

primo piano di mirabel che aiuta ad organizzare la festa

Anche in questo caso facciamo l’esempio di Mirabel, che, con il suo naso a patata e le sopracciglia folte, si aggiudica il premio per essere la prima protagonista Disney con gli occhiali, abbattendo lo stereotipo che chi li porta è per forza una persona costantemente sui libri.

Luisa, invece, è una ragazza molto muscolosa e con un fisico decisamente prominente; ma, non solo le protagoniste femminili, anche uomini e ragazzi hanno caratteristiche che li rendono peculiari e, a loro modo, speciali.

Tutto ciò rende Encanto un tributo alla diversità sia caratteriale che fisica. «Finalmente» potremo dire, dato che le principesse degli ultimi anni hanno quasi tutte lo stesso volto (sebbene declinato in colori diversi) e fisico.

Una fantastica colonna sonora

I film d’animazione della Disney sono raramente fonte di delusione, ma è nelle musiche che spesso danno il loro meglio.

Anche nei momenti più bui arriva la luce, quando meno te l’aspetti!

Mirabel Madrigal

La colonna sonora di Encanto è stata affidata alla mente geniale di Lin Manuel Miranda, il poliedrico compositore regista, cantante, attore e rapper già noto per aver scritto e recitato in Hamilton e In the heights e per aver curato le canzoni di Oceania.

Il marchio di Miranda si fa riconoscere, con canzoni che integrano i ritmi tradizionali colombiani, vivaci e cadenzati, senza rinunciare alla profondità.

Ogni canzone racconta una storia, nessuna è fuori posto, perfino le musiche calzano a pennello per ogni personaggio.

Eccentriche per Camilo, romantiche e delicate per Isabela, ritmate e potenti per Luisa, vivaci per Mirabel.

E, come ciliegina sulla torta, una canzone nel suo classico stile, ossia “Non si nomina Bruno” in cui ci sta una sovrapposizione di tutte le voci dei personaggi, stile che Miranda ha usato molto in Hamilton.

Ecco qui il video di “Non si nomina Bruno”.
NB = Provate ad ascoltarla anche in giapponese, non ve ne pentirete!

Encanto: ne vale veramente la pena?

Encanto parla di diversità, di essere accettati e di sentirsi accettati e fa comprendere che per piacere agli altri bisogna prima di tutto piacere a se stessi.

Un film perfetto per grandi e piccini che può insegnare molto a persone di tutte le età.

Quindi non vi resta che sedervi sul divano, collegarvi a Disney+ e mettervi comodi con tutta la famiglia per vedere questo piccolo gioiello.

Alessia Iacobelli
Inguaribile romantica, amante delle belle storie,appassionata di fantasy e musical; canticchiare a caso per strada è ormai il mio stile di vita. Sono l'esempio vivente dell'entropia.

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