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Prossimamente: la mostra che dà nuova vita ai multisala

Una mostra che “attraversa” la Puglia nei luoghi della settima arte. 26 artisti coinvolti che si esprimono nella forma del manifesto, tradizionalmente utilizzata per promuovere i film nelle sale, le quali ritrovano, grazie all’iniziativa, la loro ragion d’essere come luoghi espositivi.

Ecco Prossimamente, l’evento che sta animando i multisala della Puglia, i cui proventi dalla vendita dei manifesti realizzati dagli artisti vanno al Fondo Emergenza Covid -19 del Comune di Bari, per aiutare, fra gli altri, proprio gli esercenti delle sale cinematografiche, il cui destino è appeso a un filo da più di un anno, oramai.

alcune delle opere di prossimamente esposte in un cinema
Fonte immagine: quisalento.it

Un’iniziativa lodevole, della quale si sono fatti portavoce Pierluca Cetera, Maurizio Di Feo e Jasmine Pignatelli, pugliesi di origine, ma attivi a livello nazionale e internazionale, proprio per aiutare il sud di un paese, il nostro, già da tempo in difficoltà economiche, cui il Covid sta dando l’ennesimo colpo basso.

Il format, che sta avendo un buon successo, potrebbe essere replicato in altre regioni, nell’attesa che le sale possano tornare a pieno regime o, magari, anche dopo, dando vita a quelle reciproche influenze e suggestioni tanto care al mondo dell’arte.

Un paio di giorni fa abbiamo avuto il piacere di farci una chiacchierata informale con Maurizio Di Feo, uno degli organizzatori e artista lui stesso, il quale ci ha spiegato meglio in cosa consiste il progetto culturale e solidale che va sotto il nome di “Prossimamente”, parlandoci anche della sua personale visione della settima arte e delle arti visive in generale.

alcuni dei manifesti di prossimamente affissi su una bacheca in strada
Fonte immagine: quisalento.it

Una mostra per dare nuova vita ai multisala e, allo stesso tempo, sensibilizzare il pubblico su alcune delle categorie – esercenti, artisti e lavoratori dello spettacolo – più colpite dai provvedimenti anti-COVID. Come è nata questa idea?

Essendo anche la nostra categoria, quella di tutto il sistema artistico, ci è sembrato opportuno agire con un’azione concreta.
Il connubio in questo caso è tra arte e cinema, ma l’intera manifestazione sta a rappresentare tutto il sistema delle arti, ancora oggi non valutate al pari degli altri mestieri. In questo caso si è dimostrato come l’arte genera e può generare ulteriore lavoro, sostenendo le aziende che ruotano intorno ad un sistema – apparentemente ristretto – come quello delle sale cinematografiche.

l'opera "no man is an island di jasmine pignatelli"
L’opera “No man is an island” di Jasmine Pignatelli

Come è stata messa su questa mostra e perché la scelta di organizzarla proprio in Puglia?

Prossimamente nasce in Puglia, ma casualmente. Gli artisti coinvolti provengono non solo dal territorio nazionale, perché già dalle fasi iniziali c’era, appunto, l’intento di eliminare virtualmente le distanze. È divenuta grazie all’ausilio del digitale. Gli artisti invitati hanno inviato le proprie opere e tutto si è svolto mantenendo le distanze imposteci. Abbiamo coinvolto un territorio di ben 400 km, coinvolgendo multisale per ogni provincia.
Dico per caso, in quanto noi curatori siamo pugliesi, ma non viviamo in Puglia.
Io sono di Gioia del Colle, ma vivo a Milano.
Jasmine Pignatelli è barese, ma nasce in Canada, per poi trasferirsi a Roma.
Pierluca Cetera è l’unico che vive effettivamente lì, a Gioia del Colle, pur essendo nato a Milano.
Un bel melting pot!

"restituta d'africa" di massimo pastore
“Restituta d’Africa” di Massimo Pastore

Eh già! Ma quindi si tratta di un’esibizione itinerante oppure stanziale? Come mai l’appellativo di “diffusa”?
C’è il progetto di estenderla ad altri luoghi della penisola?

Trattasi di una mostra diffusa in quanto esce dai consueti contenitori, ovviamente statici, per esporre in luoghi distanti, ma con la stessa procedura. La mostra si concluderà con la riapertura dei cinema, quindi ci auguriamo di non doverla estendere, il che significherebbe un ulteriore blocco.
Abbiamo ricevuto alcuni inviti per estenderla fuori regione, ma non abbiamo accettato; siamo, invece, più propensi ad evolvere ulteriormente l’azione a favore di tutte le arti.
Il cinema è stato colpito, certamente, ma è l’arte in genere che ha bisogno di voce.

"eye verbal motor" di silvia calcagno
Silvia Celeste Calcagno – “Eye Verbal Motor”

A proposito di “dare voce” e di azioni concrete, abbiamo letto che è possibile acquistare i manifesti realizzati dagli artisti e che i proventi sono dati al Fondo Solidale di Emergenza COVID di Bari.
Come stanno andando le donazioni e cosa bisogna fare per partecipare?

Le donazione vanno molto bene. C’è molta sana solidarietà. La procedura è semplice, basta fare un bonifico direttamente sull’iban del Fondo Emergenza Covid e poi si può ritirare il manifesto presso l’associazione Cellule Creative di Bari. Sul nostro sito, sui nostri social c’è la procedura dettagliata. Abbiamo avuto il supporto di diverse realtà quali, per l’appunto, Cellule Creative di Bari ed inoltre evidenzio che per un’esposizione pugliese abbiamo avuto il supporto di due consolidate realtà artistiche milanesi come Art in Gallery e Isorropia Arte. Chiaro messaggio di supporto non solo locale. Un messaggio forte che va ad evidenziare che per proseguire abbiamo bisogno di coesione.

"genuflessione" di antonella raio
La scultura “Genuflessione” di Antonella Raio

Il fil rouge della manifestazione, è, per l’appunto, il cinema e le opere esposte sono state scelte e/o realizzate di conseguenza.

Certamente, attraverso il cinema ogni artista ha espresso quello che era il proprio stato d’animo, in base alla propria esperienza e al proprio vissuto. Attualmente aleggia una fragilità emotiva planetaria, ma ognuno la percepisce e la metabolizza in maniera differente. Gli artisti coinvolti hanno reagito prepotentemente alle condizioni avverse, riuscendo a perseverare nel lavoro attraverso l’ausilio della creatività. Alcuni artisti hanno realizzato opere mantenendo i criteri della locandina, altri hanno agito con un’attitudine più personale, ma non mancano i riferimenti a grandi opere cinematografiche.

the carousel, un film di valerio berruti
“The Carousel”, un film di Valerio Berrruti

Ci può fare qualche esempio?

Ne posso fare di diversi:

Come in uno specchio, di Claudio Zorzi si rifà ad un titolo di Bergman.

La mia opera intitolata Latte Vaccino +, invece, è un omaggio ad Arancia Meccanica, dove si riscontra omografia visiva tra latte ed antidoto vaccino, con esplicito riferimento al romanzo di Anthony Burgess, reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Kubrick.

latte vaccino+ di maurizio di feo
Latte Vaccino+ di Maurizio Di Feo

Matheus Chiaratti omaggia Nanni Moretti, mentre Filippo Tolentino riprende la locandina di un suo corto.

Stessa cosa per Valerio Berruti, con la locandina del cortometraggio animato La Giostra di Nina. Anche nell’opera di Terlizzi, altro regista italiano, traspare la sua visione da cineasta.

Infine Emiliano Zucchini, attraverso il suo manifesto, mette in risalto il contrasto tra spazi pieni e spazi vuoti. Un chiaro emblema del periodo storico di “stallo” che stiamo vivendo, reso attraverso la grafica tipica delle locandine cinematografiche.

"void" di emiliano zucchini
Il manifesto “Void” di Emiliano Zucchini

Qual è il tuo rapporto di artista e fruitore con le arti in generale ed il cinema nello specifico?

L’arte necessita di evolversi. Non ci si può lamentare che l’arte non venga recepita come un settore lavorativo formato da professionisti, se l’arte stessa non pone le basi per un dialogo che vada oltre agli addetti di settore.

Il virtuale è una componente odierna della nostra esistenza e bisognerebbe concepirlo più come un’estensione cerebrale, piuttosto che la causa di un declino culturale e umano opinabile.

La diffusione della rete non ha limiti o confini di espansione e attualmente è il mezzo di divulgazione più democratico che consente di avere un’affascinate visione d’insieme.

"tramonti a manhattan" di piero chiariello
L’opera “Tramonti a Manhattan” di Piero Chiariello

Indubbiamente gli spettatori trascurano sempre più gli spazi fisici, ma questo avviene perché il pubblico odierno è molto più esigente, quindi non trovando un riscontro tangibile, predilige una fruizione più stimolante a livello sensoriale attraverso il web.

Il settore culturale, privato e non, dovrebbe farsi carico di queste necessità e proporre iniziative coraggiose. Si necessita di personalità propositive che gestiscano spazi capaci di dialogare anche attraverso il mondo virtuale. I giovani e futuri collezionisti esigono di essere coinvolti anche attraverso i nuovi linguaggi.

È inammissibile proporre l’arte visiva come se fossimo ancora nello scorso decennio.

Speriamo che l’intervista vi sia piaciuta.
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Roberta D'Addariohttps://msha.ke/everycurlanidea/
Professionista digitale e essere umano in divenire. Esploro il mondo in cerca di avventure, che siano in una metropoli caotica, in mezzo a un bosco o sullo schermo del mio pc. Amante della musica, del cinema e delle lunghe passeggiate. Rincorritrice di sogni e di autobus.

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