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A Sun: l’oscurità più profonda è quella dentro di noi

A Sun è un film di genere drammatico/thriller del 2019 diretto da Chung Mong-hong e disponibile in streaming su Netflix.
All’epoca della sua uscita la pellicola ha vinto 5 Golden Horse Awards, versione asiatica degli Academy Awards, tra cui la statuetta per la Miglior Regia e quella per il Miglior Attore protagonista.

La pellicola racconta di una famiglia di Taiwan, i Chen, già molto turbata, che andrà in frantumi sotto il peso delle aspettative insoddisfatte, cosa che porterà il secondogenito dei Chen, A-Ho, a farsi incarcerare, a causa del suo carattere orgoglioso, ed una tragedia inaspettata.

Questo articolo vuole essere un’analisi che permetta di comprendere il messaggio più profondo che questo film, filosoficamente ed emotivamente complesso, vuole convogliare e le sensazioni che vuole trasmettere, perciò saranno presenti alcuni spoiler.

Il messaggio insito nella pellicola

Spesso tendiamo a seguire e conformarci a delle massime di vita superficiali e non compatibili al nostro modo di essere, ma più a come vorremmo apparire: più risoluti, ribelli o spensierati.
A Sun racconta esattamente di questo.

Il vano tentativo di vivere non facendosi carico delle proprie responsabilità, credendo che questa sia la vera libertà; ovvero non prendere le redini della propria esistenza e non ascoltando ciò che il nostro Io sta effettivamente cercando di comunicarci.

Restando in disparte si crede di poter non essere messi in mezzo nelle decisioni della vita, così non si è mai costretti a scegliere e, se qualcosa va storto, parlando a livello superficiale, non si hanno colpe di nessun genere… ma nemmeno i meriti.

primo piano del figlio maggiore in a sun

La luce giusta del sole, come la definisce il primogenito della famiglia Chen, A-Hao, è lì, siamo noi a nasconderci da essa.

Dunque, il merito-demerito di restare nell’ombra, e tutto quello che ciò comporta, viene rimesso solamente a noi stessi nel momento in cui dobbiamo interfacciarci con la realtà.

A-Hao questo lo ha capito e siccome sa che non c’è possibilità di nascondersi per sempre da questa luce, compie l’estremo gesto di sottrarsi definitivamente alla vita.

All’ombra della giara

La questione ci viene posta proprio dal primogenito dei Chen con la storia di Sima Guang che rompe una giara d’acqua.


Solitamente questa storia, nelle scuole elementari cinesi viene raccontata a scopo didattico/educativo, mentre, nella pellicola ci troviamo di fronte ad una sua rivisitazione.

Nel momento in cui Sima Guang rompe la giara piena d’acqua per salvare il bambino che vi stava anneggando, l’uomo vede nascosto nel buio se stesso che guarda il nulla. Sima Guang ritrova quindi se stesso, che si era nascosto nell’ombra.

In A Sun questa rivisitazione è necessaria per far arrivare il messaggio complessivo del film: ovvero, chiunque si nasconde da se stesso, la luce del sole non è altro che lo sguardo di se stessi sulle proprie azioni, decisioni e pensieri.

Il vero sguardo onnisciente della nostra vita è il nostro stesso sguardo. Noi possiamo decidere di passarla all’ombra di questo, ma prima o poi toccherà farci i conti. Alla fine, la vita non è altro che un conto alla rovescia, possiamo fermare il cronometro prima, possiamo velocizzarlo ma comunque allo zero dovrà arrivare e perché non farlo effettivamente da liberi?

A Sun: purificazione o redenzione?

Ma liberi in che senso? Si può arrivare alla liberazione attraverso altri due concetti che nella simbologia della pellicola sono comprensibili: l’accettazione e la purificazione.

Prima di continuare, però, bisogna definire questi due concetti e distinguerli da un altro termine, redenzione, a sua volta molto vicino, ma, in questo caso, completamente fallace per il messaggio mandato dalla pellicola.

La redenzione è l’acquisizione di uno stato di libertà attraverso l’espiazione delle colpe, se così fosse nel momento in cui A-Ho esce dal riformatorio dovrebbe essere invaso da una luce divina, invece ciò non accade.

La purificazione, invece, è semplicemente un allontanarsi dalle impurità. Ma come? Attraverso l’accettazione del proprio essere o l’accettazione di una verità propria costantemente celata da una bugia perpetua.

Nelle scene in cui i personaggi si accettano sono invasi dalla luce del sole, un sole purificatore, che permette loro di liberarsi e finalmente stare in pace con se stessi e con il mondo che li circonda. Ognuno lì confessa, non il proprio crimine, ma la propria verità.

A Sun è un film dal carattere fortemente filosofico e introspettivo, che può piacere oppure no, ma certamente non vi lascerà indifferenti.

Alessandro De Carli
Studente di filosofia, amante del disegno e del cinema; appassionato di anime e di film storici. Vago spesso senza meta tra gli scorci della capitale, eppure, metà del cuore è rimasto in Scozia, l’altra metà si nasconde in Giappone.

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